Underplayed Gems

The Simple Life (1946)

The Simple Life poster
Original title
La vita semplice
Directed by
Francesco De Robertis
Genre
adventure film
Country
Italy
Runtime
1h 30m
Rating
9.0 of 10 from 1 voters
Elsewhere
IMDb
The 3D catalogue: film cases on wooden shelves, with the cat sitting at the counter next to its greeting.

The catalogue in 3D

The film shelves have a room of their own that you can walk around in. The cat behind the counter is the AI Catbot, and they pick real films from the same catalogue when you tell them what you feel like watching. Nothing is for sale, here or in there. Go in from here and this film is already out on the counter, with more like it waiting on the shelf next to it.

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How it feels

In Venice, a family-run gondola workshop faces pressure from a Milanese industrialist who wants to buy their boatyard for a factory. After a collision between a new gondola and a motorboat, a young worker uses his wit to outsmart the businessman in court.

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What happens

La vita semplice è un film del 1946 diretto da Piero Costa e Francesco De Robertis (subentrato al primo). Mercoledì 15 aprile di un anno qualsiasi. La “ditta” veneziana Bressan e figli fabbrica gondole di tanto in tanto; più spesso il titolare si gode il sole, la primavera e i magnifici scorci della laguna. Il figlio è considerato un buono a nulla. L'unico che lavora è il Bepi. Ma da solo, vecchio com'è, può fare ben poco. L'industriale milanese Giulio Caldri ha deciso di realizzare una fabbrica a Venezia ed ha scelto proprio lo squero del Bressan per insediarla. Ritiene che trovare un accordo col Bressan sia un gioco da ragazzi. Dà ordine all'autista di preparare il motoscafo. È giovedi. I Bressan varano finalmente una gondola! Ma durante il giro inaugurale nei canali veneziani l'imbarcazione viene speronata da un motoscafo: a bordo c'è l'avvocato Caldri. Sulla gondola vi sono Toto e Bepi. In commissariato, Toto mostra una notevole abilità logico-dialettica e dimostra in maniera inoppugnabile che la ragione è dalla sua parte. Caldri desiste quindi dal fargli causa ed accetta di pagargli i danni. Le diecimila lire ricevute soddisfano un creditore. Ma il giorno dopo, venerdì 17, se ne devono presentare altri due. Quella mattina Bressan padre accoglie un bambino scappato di casa: dice di chiamarsi Mao. Caldri si reca personalmente da Bressan padre e cerca di convincerlo a vendergli la proprietà, ma ottiene un rifiuto. Irato, decide di cacciarlo via dallo squero senza dargli una lira: compra i suoi debiti, sapendo che Bressan è pieno di cambiali andate in protesto e che non ha i soldi per pagarle. Il giorno dopo, venerdì 17, l'ufficiale giudiziario viene a portare via i mobili. Nella sua residenza, l'avvocato si mette a tavola. Inaspettatamente si ritrova solo: la figlia è arrabbiata con lui, mentre il commercialista ed Andrea (il futuro genero) hanno preferito essere altrove. Finito il pasto, dà ordine all'autista di portarlo dal Bressan. Nello stesso momento allo squero i mobili vengono caricati su una barca che solca lo stesso canale del motoscafo dell'avvocato milanese, ma in senso contrario. L'autista fa in tempo a vedere la barca, ma inaspettatamente Caldri gli ordina di speronarla. Davanti allo sconcerto generale, Caldri rivela che ha rilevato lui i debiti di Bressan perciò quel materiale è suo. Quindi dispone che venga riportato esattamente dov'era stato preso. E vissero felici e contenti. (from Wikipedia, CC BY-SA)

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